Poesia · 1100 · Nishapur

Le rubaiyat di Omar Khayyam

رباعیات

Nota introduttiva

Omar Khayyam (1048–1131) non fu, nel suo secolo, celebre come poeta. Era il massimo matematico e astronomo del suo tempo in Persia: il geometra che classificò e risolse le equazioni cubiche, l’astronomo cui Malik-Shah affidò la riforma del calendario a Isfahan. Le quartine viaggiarono sotto il suo nome più tardi, addensandosi lungo il cammino. Nessuna raccolta sopravvive dalla sua vita, e le prime attribuzioni cominciano decenni dopo la sua morte; quando furono compilate le grandi antologie manoscritte, centinaia di quartine sparse — alcune di poeti noti, molte anonime — erano state attratte nel campo gravitazionale della sua fama. Ogni edizione delle Rubaiyat è dunque un giudizio. Questa traduzione rende la scelta di Mohammad-Ali Foroughi e Qasem Ghani (Teheran, 1942), lo standard critico moderno: 178 quartine vagliate per coerenza di voce e per antichità di attestazione, qui numerate come in quell’edizione. Dove una quartina circola anche sotto il nome di altri poeti, l’apparato lo dice — il dubbio appartiene al documento, e al lettore è dovuto.

La ruba’i è la forma argomentativa più serrata della poesia persiana: quattro emistichi, i primi due che pongono una scena o una premessa, il terzo che volta, il quarto che scarica in un solo colpo tutto il peso della poesia. Le quartine di Khayyam sono argomenti in miniatura, e argomentano come il geometra che egli era — poiché nessuno è tornato con notizie del paradiso, poiché la ruota del cielo macina il saggio e lo stolto allo stesso modo, poiché l’argilla sotto i tuoi piedi fu un tempo un volto, dunque riempi ora la coppa. Le cose sono poche e concrete: la giara, il vasaio, il tulipano, l’erba verde sopra una tomba, la luna che continuerà a splendere quando non potrà più trovarci. Da questi elementi costruisce una poesia scettica senza amarezza e edonista senza frenesia — la voce di un uomo che ha misurato i cieli e ne ha concluso che un solo respiro del presente è l’unico bene che valga la pena tenere.

Il lettore italiano che conosce le Rubaiyat le conosce quasi sempre, di seconda mano, attraverso Edward FitzGerald, che dal 1859 le rese in inglese — e FitzGerald, per sua stessa serena ammissione, non traduceva: fondeva quartine, ne inventava altre, le infilava tutte in una cornice narrativa lunga un giorno, di sua invenzione, e le vestiva di una musica vittoriana che è la sua vera e duratura opera. “Un boccale di vino, un pane — e tu” e “il dito che scrive” sono di FitzGerald; ciò che Khayyam scrisse è più asciutto, più strano, più diretto. Questa edizione è l’altro contratto: ogni quartina resa fedelmente dal persiano, un verso italiano per emistichio, nell’ordine di Foroughi–Ghani, col testo di partenza a fronte. Nessuna rima è imposta al senso; l’arguzia, il gelo e la tenerezza sono di Khayyam, e non hanno bisogno di essere migliorati.

Àlzati, idolo mio, vieni per amore del nostro cuore;
sciogli con la tua bellezza il nostro nodo:
una giara di vino, che la beviamo insieme,
prima che della nostra argilla facciano giare.
برخیز بتا بیا ز بهر دل ما
حل کن به جمال خویشتن مشکل ما
یک کوزه شراب تا به هم نوش کنیم
زآن پیش که کوزه‌ها کنند از گل ما
Poiché nessuno risponde del domani,
tieni lieto per ora questo cuore in tumulto;
bevi vino al chiaro di luna, o luna — ché la luna
splenderà a lungo ancora, e non ci troverà più.
چون عهده نمی‌شود کسی فردا را
حالی خوش دار این دل پرسودا را
می نوش به ماهتاب ای ماه که ماه
بسیار بتابد و نیابد ما را
Il Corano, che chiamano la parola suprema,
lo leggono di quando in quando, non di continuo;
ma intorno alla coppa c’è un versetto che dimora,
e quello lo leggono in ogni luogo, per sempre.
قرآن که مهین کلام خوانند آن را
گهگاه نه بر دوام خوانند آن را
بر گرد پیاله آیتی هست مقیم
کاندر همه جا مدام خوانند آن را
Se non bevi vino, non schernire gli ubriachi;
non costruire le tue fondamenta su inganni e astuzie;
e non montare in orgoglio perché non bevi vino:
mille bocconi tu ingoi, di cui il vino è signore.
گر می نخوری طعنه مزن مستان را
بنیاد مکن تو حیله و دستان را
تو غره بدان مشو که می می‌نخوری
صد لقمه خوری که می غلام است آن را
Sebbene colore e profumo siano miei, e belli entrambi —
guancia come il tulipano, alto come il cipresso —
non fu mai chiarito perché, nella casa di gioia della polvere,
il Pittore dell’eternità mi abbia adornato affatto.
هر چند که رنگ و بوی زیباست مرا
چون لاله رخ و چو سرو بالاست مرا
معلوم نشد که در طربخانۀ خاک
نقاش ازل بهر چه آراست مرا
Noi siamo, e il vino, e il musico, e questo angolo in rovina,
anima e cuore e coppa e veste intrisi di feccia di vino,
liberi dalla speranza della grazia e dal timore del castigo,
sciolti dalla terra, dal vento, dal fuoco e dall’acqua.
ماییم و می و مطرب و این کنج خراب
جان و دل و جام و جامه پر درد شراب
فارغ ز امید رحمت و بیم عذاب
آزاد ز خاک و باد و از آتش و آب
Quel palazzo dove Jamshid levò la coppa,
là il cerbiatto figlia e la volpe si acquieta;
Bahram, che tutta la vita cacciava l’onagro,
vedesti come la tomba prese Bahram.
آن قصر که جمشید در او جام گرفت
آهو بچه کرد و روبه آرام گرفت
بهرام که گور می‌گرفتی همه عمر
دیدی که چگونه گور بهرام گرفت
Venne la nube e di nuovo pianse sull’erba verde;
senza vino color di rosa non conviene vivere.
Quest’erba, che oggi è il nostro luogo di svago,
sull’erba della nostra polvere, di chi sarà lo svago?
ابر آمد و باز بر سر سبزه گریست
بی بادهٔ گلرنگ نمی‌باید زیست
این سبزه که امروز تماشاگه ماست
تا سبزهٔ خاک ما تماشاگه کیست
Ora che il fiore della tua sorte è carico di frutti,
perché la tua mano resta oziosa lontano dalla coppa?
Bevi vino, ché il tempo è un nemico infido,
e trovare un giorno così è cosa difficile.
اکنون که گل سعادتت پربار است
دست تو ز جام می چرا بیکار است
می خور که زمانه دشمنی غدار است
دریافتن روز چنین دشوار است
Oggi non hai potere sul domani,
e il pensiero del tuo domani è solo smania;
non sciupare quest’attimo, se il tuo cuore non è folle,
ché il resto della vita non ha prezzo palese.
امروز تو را دسترس فردا نیست
واندیشهٔ فردات به جز سودا نیست
ضایع مکن این دم ار دلت شیدا نیست
کاین باقی عمر را بها پیدا نیست
O tu venuto in fretta dal mondo spirituale,
smarrito tra il cinque, il quattro, il sei e il sette:
bevi vino, non sai da dove sei venuto;
sii lieto, non sai dove te ne andrai.
ای آمده از عالم روحانی تفت
حیران شده در پنج و چهار و شش و هفت
می نوش ندانی ز کجا آمده‌ای
خوش باش ندانی به کجا خواهی رفت
O ruota del cielo, la rovina viene dal tuo rancore;
l’ingiustizia è la tua usanza antica.
O terra, se ti spaccassero il petto,
quante gemme preziose nel tuo petto ci sono!
ای چرخ فلک خرابی از کینهٔ توست
بیدادگری شیوهٔ دیرینهٔ توست
ای خاک اگر سینه تو بشکافند
بس گوهر قیمتی که در سینهٔ توست
O cuore, poiché il tempo ti riempie di pena,
d’improvviso il tuo puro spirito lascerà il corpo;
siedi sull’erba e vivi lieto qualche giorno,
prima che l’erba spunti dalla tua polvere.
ای دل چو زمانه می‌کند غمناکت
ناگه برود ز تن روان پاکت
بر سبزه نشین و خوش بزی روزی چند
زآن پیش که سبزه بر دمد از خاکت
Questo mare dell’essere è emerso dal nascosto;
nessuno ha forato la perla di questo enigma;
ognuno ha detto la sua per smania,
ma il volto delle cose nessuno sa dirlo.
این بحر وجود آمده بیرون ز نهفت
کس نیست که این گوهر تحقیق بسفت
هر کس سخنی از سر سودا گفتند
زآن روی که هست کس نمی‌داند گفت
Questa giara, come me, fu un amante che gemeva,
prigioniera del riccio d’un volto amato;
questo manico che le vedi al collo
è un braccio che stava al collo di un’amata.
این کوزه چو من عاشق زاری بوده‌ست
در بند سر زلف نگاری بوده‌ست
این دسته که بر گردن او می‌بینی
دستی‌ست که بر گردن یاری بوده‌ست
Questa giara, coppa d’acqua d’un mercenario,
è fatta dell’occhio d’un re e del cuore d’un ministro;
ogni ciotola di vino che sta in mano a un ubriaco
è fatta della guancia d’un ebbro e del labbro d’una bella.
این کوزه که آبخوارهٔ مزدوری‌ست
از دیدهٔ شاهی و دل دستوری‌ست
هر کاسهٔ می که بر کف مخموری‌ست
از عارض مستی و لب مستوری‌ست
Questo vecchio caravanserraglio che ha nome mondo,
riposo del cavallo pezzato del mattino e della sera,
è un banchetto avanzato da cento Jamshid,
un palazzo che fu il seggio di cento Bahram.
این کهنه رباط را که عالم نام است
وآرامگه ابلق صبح و شام است
بزمی‌ست که واماندۀ صد جمشید است
قصری‌ست که تکیه‌گاه صد بهرام است
Questi due o tre giorni, il turno della vita, è passato,
come acqua nel ruscello e vento nella pianura;
mai mi diede pena il pensiero di due giorni:
il giorno che non è venuto e il giorno che è passato.
این یک دو سه روز نوبت عمر گذشت
چون آب به جویبار و چون باد به دشت
هرگز غم دو روز مرا یاد نگشت
روزی که نیامده‌ست و روزی که گذشت
Sul volto della rosa la brezza di primavera è dolce;
nel prato il volto che rischiara il cuore è dolce;
di ieri, che è passato, qualunque cosa dica, non è dolce:
sii lieto, non parlare di ieri, ché oggi è dolce.
بر چهرۀ گل نسیم نوروز خوش است
در صحن چمن روی دل‌افروز خوش است
از دی که گذشت هر چه گویی خوش نیست
خوش باش و ز دی مگو که امروز خوش است
Prima di me e di te ci furono notti e giorni,
e la ruota del cielo pure girava a suo compito;
dovunque tu posi il piede sulla terra,
quella fu la pupilla dell’occhio d’una bella.
پیش از من و تو لیل و نهاری بوده‌ست
گردنده فلک نیز بکاری بوده است
هرجا که قدم نهی تو بر روی زمین
آن مردمک چشم نگاری بوده‌ست
Fino a quando getterò mattoni sul volto dei mari?
Mi sono stancato degli idolatri del tempio;
Khayyam, chi ha detto che ci sarà un dannato?
Chi è andato all’inferno e chi è tornato dal paradiso?
تا چند زنم به روی دریاها خشت
بیزار شدم ز بت‌پرستان کنشت
خیام ، که گفت دوزخی خواهد بود
که رفت به دوزخ و که آمد ز بهشت
La forma d’una coppa che fu congiunta insieme,
romperla l’ubriaco non lo permette;
tante teste graziose, tanti piedi, mani e teste —
per amore di chi congiunti, per rancore di chi spezzati?
ترکیب پیاله‌ای که در هم پیوست
بشکستن آن روا نمی‌دارد مست
چندین سر و پای نازنین از سر و دست
از مهر که پیوست و به کین که شکست
Poiché il comporsi degli umori è a te un solo respiro,
va’, vivi lieto, anche se è per te un’ingiustizia;
sta’ con la gente di senno, ché la radice del tuo corpo
è polvere e brezza, pulviscolo e un respiro.
ترکیب طبایع چو به کام تو دمی‌ست
رو شاد بزی اگرچه بر تو ستمی‌ست
با اهل خرد باش که اصل تن تو
گردی و نسیمی و غباری و دمی‌ست
Poiché la nube di primavera ha lavato il volto del tulipano,
àlzati e con la coppa di vino prendi ferma decisione,
ché quest’erba, che oggi è il tuo luogo di svago,
domani tutta spunterà dalla tua polvere.
چون ابر به نوروز رخ لاله بشست
برخیز و به جام باده کن عزم درست
کاین سبزه که امروز تماشاگه توست
فردا همه از خاک تو برخواهد رست
Poiché l’usignolo ebbro trovò la via del giardino,
trovò ridente il volto della rosa e la coppa di vino;
venne, e nella lingua del suo stato mi disse all’orecchio:
cogli, ché la vita passata non si può ritrovare.
چون بلبل مست راه در بستان یافت
روی گل و جام باده را خندان یافت
آمد به زبان حال در گوشم گفت
دریاب که عمر رفته را نتوان یافت
Poiché la ruota non girò mai a voglia d’un saggio,
conta pure sette cieli, o contane otto;
poiché bisogna morire e lasciare ogni desiderio,
che ti mangi il verme nella tomba o il lupo nella piana.
چون چرخ به کام یک خردمند نگشت
خواهی تو فلک هفت شمر خواهی هشت
چون باید مرد و آرزوها همه هشت
چه مور خورد به گور و چه گرگ به دشت
Come il tulipano, a primavera prendi la coppa in mano,
con una dal volto di tulipano, se ne hai l’occasione;
bevi vino con letizia, ché questa vecchia ruota
d’improvviso ti farà basso come la polvere.
چون لاله به نوروز قدح گیر به دست
با لاله‌رخی اگر تو را فرصت هست
می نوش به خرمی که این چرخ کهن
ناگاه تو را چو خاک گرداند پست
Poiché non c’è verità né certezza in mano,
non si può stare tutta la vita nella speranza del dubbio;
attento a non posare dalla mano la coppa di vino:
nell’ignoranza, che importa se un uomo è sobrio o ebbro?
چون نیست حقیقت و یقین اندر دست
نتوان به امید شک همه عمر نشست
هان تا ننهیم جام می از کف دست
در بی‌خبری مرد چه هشیار و چه مست
Poiché di tutto ciò che è, nulla resta in mano se non vento,
poiché in tutto ciò che è c’è mancanza e frattura,
immagina che tutto ciò che è al mondo non sia,
e credi che tutto ciò che non è al mondo sia.
چون نیست ز هرچه هست جز باد به دست
چون هست به هرچه هست نقصان و شکست
انگار که هرچه هست در عالم نیست
پندار که هرچه نیست در عالم هست
La polvere sotto il piede d’ogni ignorante
è il palmo d’una beltà e il volto d’un’amata;
ogni mattone sul merlo d’un portico
è il dito d’un ministro o la testa d’un sultano.
خاکی که به زیر پای هر نادانی‌ست
کفّ صنمیّ و چهرهٔ جانانی‌ست
هر خشت که بر کنگرهٔ ایوانی‌ست
انگشت وزیر یا سر سلطانی‌ست
Poiché Colui che regge compose la mistura degli umori,
perché poi la gettò nel difetto e nel mancare?
Se venne bene, perché lo spezzare?
E se non venne bene, di chi è la colpa di queste forme?
دارنده چو ترکیب طبایع آراست
از بهر چه اوفکندش اندر کم و کاست
گر نیک آمد شکستن از بهر چه بود
ور نیک نیامد این صور عیب که راست
Nel velo dei segreti nessuno ha via;
di questo ordito l’anima di nessuno è consapevole;
non c’è dimora se non nel cuore della polvere;
bevi vino, ché tali favole non sono brevi.
در پردۀ اسرار کسی را ره نیست
زین تعبیه جان هیچ‌کس آگه نیست
جز در دل خاک هیچ منزلگه نیست
می خور که چنین فسانه‌ها کوته نیست
Ero nel sonno, e un saggio mi disse:
dal sonno a nessuno è sbocciata la rosa della gioia;
perché fai cosa che è compagna della morte?
Bevi vino, ché sotto la polvere ci tocca dormire.
در خواب بدم مرا خردمندی گفت
کز خواب کسی را گل شادی نشکفت
کاری چه کنی که با اجل باشد جفت؟
می خور که به زیر خاک می‌باید خفت
Nel cerchio in cui è il nostro venire e andare,
non gli si vede né principio né fine;
nessuno dice una parola vera su questo enigma:
donde questo venire, e dove questo andare?
در دایره‌ای که آمد و رفتن ماست
او را نه بدایت نه نهایت پیداست
کس می‌نزند دمی در این معنی راست
کاین آمدن از کجا و رفتن به کجاست
Se in primavera un idolo di natura di houri
mi porge una coppa di vino sull’orlo del campo,
per quanto agli occhi della gente ciò sia turpe,
sono peggio d’un cane se allora nomino il paradiso.
در فصل بهار اگر بتی حور سرشت
یک ساغر می دهد مرا بر لب کشت
هر چند به نزد عامه این باشد زشت
سگ به ز من است اگر برم نام بهشت
Comprendi che dall’anima sarai separato,
nel velo dei segreti dell’annullamento andrai;
bevi vino, non sai da dove sei venuto;
sii lieto, non sai dove te ne andrai.
دریاب که از روح جدا خواهی رفت
در پردۀ اسرار فنا خواهی رفت
می نوش ندانی از کجا آمده‌ای
خوش باش ندانی به کجا خواهی رفت
Saki, la rosa e l’erba si son fatte tutte gioiose;
comprendi che l’altra settimana saranno polvere;
bevi vino e cogli una rosa, ché finché guardi
la rosa si è fatta polvere, e l’erba stoppia.
ساقی گل و سبزه بس طربناک شده‌ست
دریاب که هفته دگر خاک شده‌ست
می نوش و گلی بچین که تا درنگری
گل خاک شده‌ست و سبزه خاشاک شده‌ست
Ho una vita da tempo oscura, e un lavoro che non riesce;
il tormento sempre cresciuto, l’agio scemato;
grazie a Dio, che di tutto ciò che è strumento di sventura
non dobbiamo chiederne ad altri.
عمری‌ست مرا تیره و کاری‌ست نه راست
محنت همه افزوده و راحت کم و کاست
شکر ایزد را که آنچه اسباب بلاست
ما را ز کس دگر نمی‌باید خواست
Stagione della rosa, sponda del ruscello, orlo del campo,
con due o tre compagni e una beltà di natura di houri:
porgi la coppa, ché i bevitori del mattino
son sciolti dalla moschea e liberi dal tempio.
فصل گل و طرف جویبار و لب کشت
با یک دو سه اهل و لعبتی حورسرشت
پیش آر قدح که باده‌نوشان صبوح
آسوده ز مسجدند و فارغ ز کنشت
Se il ramo dell’eternità è spuntato dalla radice della tua sorte,
e se sul tuo corpo la vita è una veste attillata,
nella tenda del corpo, che ti è baldacchino,
bada, non appoggiarti, ché i suoi quattro pali sono deboli.
گر شاخ بقا ز بیخ بختت رستست
ور بر تن تو عمر لباسی چستست
در خیمه تن که سایبانی‌ست ترا
هان تکیه مکن که چارمیخش سستست
Dicono: il paradiso con le houri è dolce;
io dico che il succo dell’uva è dolce.
Prendi questo contante e lascia stare quel credito,
ché il suono del tamburo è dolce solo da lontano.
گویند کسان بهشت با حور خوش است
من می‌گویم که آب انگور خوش است
این نقد بگیر و دست از آن نسیه بدار
کآواز دهل شنیدن از دور خوش است
Mi dicono che l’ubriaco sarà un dannato;
è un detto falso, non vi si può fissare il cuore;
se l’amante e il bevitore fossero all’inferno,
domani vedresti il paradiso vuoto come il palmo della mano.
گویند مرا که دوزخی باشد مست
قولی‌ست خلاف ، دل در آن نتوان بست
گر عاشق و میخواره به دوزخ باشند
فردا بینی بهشت همچون کف دست
Io non so affatto se Colui che mi ha plasmato
mi ha fatto della gente del paradiso o del turpe inferno;
una coppa, una beltà, un liuto sull’orlo del campo:
questi tre a me contanti, e a te il paradiso a credito.
من هیچ ندانم که مرا آن‌که سرشت
از اهل بهشت کرد یا دوزخ زشت
جامی و بتی و بربطی بر لب کشت
این هرسه مرا نقد و تو را نسیه بهشت
La luna col suo lume ha squarciato il lembo della notte;
bevi vino, un istante migliore di questo non lo trovi;
sii lieto e non pensare, ché la luna, a lungo,
sopra la polvere brillerà su ognuno, a uno a uno.
مهتاب به نور دامن شب بشکافت
می نوش دمی بهتر از این نتوان یافت
خوش باش و میندیش که مهتاب بسی
اندر سر خاک یک به یک خواهد تافت
Bere vino ed essere lieto è il mio rito;
esser sciolto da miscredenza e fede è la mia fede.
Dissi alla sposa del tempo: qual è la tua dote?
Rispose: la mia dote è il tuo cuore contento.
می خوردن و شاد بودن آیین من است
فارغ بودن ز کفر و دین دین من است
گفتم به عروس دهر کابین تو چیست
گفتا دل خرم تو کابین من است
Il vino è rubino fuso, e la caraffa è la miniera;
il corpo è la coppa, e il suo vino è l’anima;
quella coppa di cristallo che ride di vino
è una lacrima in cui è celato il sangue del cuore.
می لعل مذاب است و صراحی کان است
جسم است پیاله و شرابش جان است
آن جام بلورین که ز می خندان است
اشکی است که خون دل در او پنهان است
Bevi vino, ché la vita eterna è questa,
e il tuo solo raccolto dal ciclo della gioventù è questo:
tempo di rose, di vino, di compagni ebbri —
sii lieto un istante, ché la vita è questa.
می نوش که عمر جاودانی این است
خود حاصلت از دور جوانی این است
هنگام گل و باده و یاران سرمست
خوش باش دمی که زندگانی این است
Il bene e il male che sono nella natura dell’uomo,
la gioia e la pena che sono nel destino e nella sorte,
non li affidare alla ruota, ché sulla via della ragione
la ruota è mille volte più impotente di te.
نیکی و بدی که در نهاد بشر است
شادی و غمی که در قضا و قدر است
با چرخ مکن حواله کاندر ره عقل
چرخ از تو هزار بار بیچاره‌تر است
In ogni piana dove ci fu un campo di tulipani,
fu dal rosso del sangue d’un sovrano;
ogni ramo di viola che spunta dalla terra
è un neo che stava sulla guancia d’una bella.
در هر دشتی که لاله‌زاری بوده‌ست
از سرخی خون شهریاری بوده‌ست
هر شاخ بنفشه کز زمین می‌روید
خالی‌ست که بر رخ نگاری بوده‌ست
Ogni granello che è stato nella polvere della terra
prima di me e di te fu corona e sigillo;
scuoti con riguardo la polvere dal volto grazioso,
ché anch’essa fu il bel volto grazioso d’una beltà.
هر ذره که در خاک زمینی بوده‌ست
پیش از من و تو تاج و نگینی بوده‌ست
گرد از رخ نازنین به آزرم فشان
کآن هم رخ خوب نازنینی بوده‌ست
Ogni filo d’erba spuntato sulla sponda d’un ruscello
diresti che è spuntato dal labbro d’un angelo;
non posare con disprezzo il piede sull’erba,
ché quell’erba è spuntata dalla polvere d’un volto di tulipano.
هر سبزه که بر کنار جویی رسته‌ست
گویی ز لب فرشته‌خویی رسته‌ست
پا بر سر سبزه تا به خواری ننهی
کآن سبزه ز خاک لاله‌رویی رسته‌ست
Un sorso di vino è meglio del regno di Kavus,
meglio del trono di Qobad e del reame di Tus;
ogni gemito che un libertino leva all’alba
è meglio della devozione degli asceti ipocriti.
یک جرعهٔ می ز ملک کاووس به است
از تخت قباد و ملکت طوس به است
هر ناله که رندی به سحرگاه زند
از طاعت زاهدان سالوس به است
Poiché la vita giunge alla fine, che sia dolce o amara,
poiché la misura si colma, che sia Baghdad o Balkh,
bevi vino, ché dopo me e te la luna, a lungo,
dall’ultimo giorno andrà al primo, e dal primo all’ultimo.
چون عمر به سر رسد چه شیرین و چه تلخ
پیمانه چو پر شود چه بغداد و چه بلخ
می نوش که بعد از من و تو ماه بسی
از سَلخ به غٌرّه آید از غره به سلخ
Quelli che furono cerchia di sapere e di buoni modi,
che nel raccolto della perfezione furono lume dei compagni,
non trovarono via d’uscita da questa notte buia:
dissero una favola, e sprofondarono nel sonno.
آنان که محیط فضل و آداب شدند
در جمع کمال شمع اصحاب شدند
ره زین شب تاریک نبردند برون
گفتند فسانه‌ای و در خواب شدند
Quelli che furono spinti nel deserto delle cause,
senza di loro tutte le faccende son già sbrigate;
oggi hanno gettato un pretesto,
domani tutto sarà come è stato ordito.
آن را که به صحرای علل تاخته‌اند
بی او همه کارها بپرداخته‌اند
امروز بهانه‌ای درانداخته‌اند
فردا همه آن بود که درساخته‌اند
Quelli che sono invecchiati, e questi che sono nuovi,
ciascuno corre un solo passo verso il suo desiderio;
questo vecchio mondo a nessuno resta in eredità:
se ne andarono, ce ne andremo, altri vengono e vanno.
آن‌ها که کهن شدند و این‌ها که نوند
هر کس به مراد خویش یک تک به دوند
این کهنه‌جهان به کس نماند باقی
رفتند و رویم دیگر آیند و روند
Colui che pose la terra, la ruota e i cieli,
quanti marchi ha posto su un cuore dolente!
Tante labbra come rubino e trecce come muschio
pose nel tamburo della terra e nello scrigno della polvere.
آن‌کس که زمین و چرخ و افلاک نهاد
بس داغ که او بر دل غمناک نهاد
بسیار لب چو لعل و زلفین چو مشک
در طبل زمین و حقهٔ خاک نهاد
Ne portano uno e ne rapiscono un altro;
a nessuno svelano il segreto;
di ciò che è destino non ci mostrano che questa misura:
è la coppa della nostra vita, e la vanno misurando.
آرند یکی و دیگری بربایند
بر هیچ‌کسی راز همی‌نگشایند
ما را ز قضا جز این قدر ننمایند
پیمانهٔ عمر ماست می‌پیمایند
Gli astri, abitanti di questo portico,
sono cagione d’incertezza per i saggi;
attento a non perdere il bandolo della ragione,
ché quelli che governano sono anch’essi smarriti.
اجرام که ساکنان این ایوان‌اند
اسباب تردد خردمندان‌اند
هان تا سر رشتهٔ خرد گم نکنی
کآنان که مدبرند سرگردان‌اند
Dal mio venire la ruota del cielo non trasse guadagno,
né dal mio andare crebbero il suo splendore e la sua gloria;
né mai dalle orecchie d’alcuno ho udito
perché fu questo mio venire e questo andare.
از آمدنم نبود گردون را سود
وز رفتن من جلال و جاهش نفزود
وز هیچ کسی نیز دو گوشم نشنود
کاین آمدن و رفتنم از بهر چه بود
Dal sopportare pena l’uomo si fa libero;
la goccia, quando patisce la prigione della conchiglia, si fa perla;
se il denaro se n’è andato, che la testa resti al suo posto:
la misura, quando è vuota, di nuovo si colma.
از رنج کشیدن آدمی حر گردد
قطره چو کشد حبس صدف در گردد
گر مال نماند سر بماناد به جای
پیمانه چو شد تهی دگر پر گردد
Peccato che il capitale sia scivolato dalla mano,
e dalla mano della morte tanti fegati siano fatti sangue;
nessuno è venuto da quell’altro mondo, che gli chieda
come sia andata ai viaggiatori di questo mondo.
افسوس که سرمایه ز کف بیرون شد
وز دست اجل بسی جگرها خون شد
کس نآمد از آن جهان که پرسم از وی
کاحوال مسافران دنیا چون شد
Peccato che il libro della giovinezza sia ripiegato,
e quella fresca primavera della vita sia divenuta inverno;
quell’uccello di gioia che aveva nome giovinezza —
peccato, non so quando venne né quando andò.
افسوس که نامهٔ جوانی طی شد
و آن تازه بهار زندگانی دی شد
آن مرغ طرب که نام او بود شباب
افسوس ندانم که کی آمد کی شد
Quanto a lungo non saremo, e il mondo ci sarà,
né nome né traccia di noi ci sarà;
prima di questo non eravamo, e non vi fu alcun difetto;
dopo di questo, quando non saremo, sarà lo stesso.
ای بس که نباشیم و جهان خواهد بود
نی نام ز ما و نی‌ نشان خواهد بود
زین پیش نبودیم و نبد هیچ خلل
زین پس چو نباشیم همان خواهد بود
Questa ragione che corre sulla via della felicità
cento volte al giorno te lo dice:
cogli quest’unico respiro del tuo tempo, ché tu non sei
quell’erba che, mietuta, di nuovo germoglia.
این عقل که در ره سعادت پوید
روزی صد بار خود تو را می‌گوید
دریاب تو این یک دم وقتت که نه‌ای
آن تره که بدروند و دیگر روید
Questa carovana della vita passa in modo strano;
cogli un attimo che passi con gioia;
saki, perché ti affliggi del domani dei compagni?
Porgi la coppa, ché la notte passa.
این قافلهٔ عمر عجب می‌گذرد
دریاب دمی که با طرب می‌گذرد
ساقی غم فردای حریفان چه خوری
پیش آر پیاله را که شب می‌گذرد
Sulla mia schiena, dal tempo, tu vieni,
e da me ogni faccenda viene sbagliata;
l’anima decise di partire, e le dissi: non andare;
disse: che farò? la casa sta crollando.
بر پشت من از زمانه تو می‌آید
وز من همه کار نانکو می‌آید
جان عزم رحیل کرد و گفتم بمرو
گفتا چه کنم خانه فرومی‌آید
Sulla ruota del cielo nessuno ha prevalso,
e dal divorare l’uomo la terra non si è saziata;
sei presuntuoso perché non ti ha ancora divorato:
non aver fretta — anche te ti divorerà, non è tardi.
بر چرخ فلک هیچ کسی چیر نشد
وز خوردن آدمی زمین سیر نشد
مغرور بدانی که نخورده‌ست تو را
تعجیل مکن هم بخورد دیر نشد
Sebbene il mondo si adorni ai tuoi occhi,
non propendere a esso, ché i saggi non vi propendono;
molti come te se ne vanno, e molti vengono;
strappa la tua parte prima che te la strappino.
بر چشم تو عالم ارچه می‌آرایند
مگرای بدان که عاقلان نگرایند
بسیار چو تو روند و بسیار آیند
بربای نصیب خویش کت بربایند
Poiché la penna del destino sopra di me scrive senza di me,
allora perché di lì mi imputano il bene e il male?
Ieri senza di me, e oggi come ieri, senza me e te;
domani con quale prova mi chiameranno dal giudice?
بر من قلم قضا چو بی من رانند
پس نیک و بدش ز من چرا می‌دانند
دی بی من و امروز چو دی بی من و تو
فردا به چه حجتم به داور خوانند
Fino a quando sarai prigioniero di colore e profumo?
Fino a quando correrai dietro a ogni turpe e a ogni bello?
Sii tu la fonte di Zamzam o l’acqua della vita,
alla fine nel cuore della polvere sprofonderai.
تا چند اسیر رنگ و بو خواهی شد
چند از پی هر زشت و نکو خواهی شد
گر چشمهٔ زمزمی و گر آب حیات
آخر به دل خاک فروخواهی شد
Finché non batti la via del calandaro, non si compie;
finché non lavi la guancia col sangue del cuore, non si compie;
che smania cuoci? finché, come i cuori bruciati d’amore,
non rinunci liberamente a te stesso, non si compie.
تا راه قلندری نپویی نشود
رخساره بخون دل نشویی نشود
سودا چه پزی تا که چو دلسوختگان
آزاد به ترک خود نگویی نشود
Da quando Venere e la luna apparvero nel cielo,
nessuno ha visto nulla di meglio del vino puro;
mi stupisco dei venditori di vino: che cosa
compreranno mai, migliore di ciò che vendono?
تا زهره و مه در آسمان گشت پدید
بهتر ز می ناب کسی هیچ ندید
من در عجبم ز می‌فروشان کایشان
به زآن‌که فروشند چه خواهند خرید
Poiché il sostentamento e la vita non si possono aumentare né scemare,
non conviene affliggere il cuore per il più e il meno;
la mia sorte e la tua non stanno a come vogliamo io e te:
neppure dalla cera si può farne ciò che vuoi con le tue mani.
چون روزی و عمر بیش و کم نتوان کرد
دل را به کم و بیش دژم نتوان کرد
کار من و تو چنان‌که رای من و توست
از موم به دست خویش هم نتوان کرد
Il Vivente che con potenza plasma testa e volto,
sempre Lui stesso fa anche l’opera del nemico;
dicono che il vasaio non era musulmano —
tu che dici di Lui, che fa la zucca da vino?
حیی که به قدرت سر و رو می‌سازد
همواره همو کار عدو می‌سازد
گویند قرابه‌گر مسلمان نبود
او را تو چه گویی که کدو می‌سازد
Quando nel mondo danno voce alla rosa fresca,
ordina, idolo mio, che versino il vino a misura;
di houri e castelli, di paradiso e inferno,
siedi tranquillo — sono voci che tutti mettono in giro.
در دهر چو آواز گل تازه دهند
فرمای بتا که می به‌اندازه دهند
از حور و قصور و ز بهشت و دوزخ
فارغ بنشین که آن هر آوازه دهند
Al mondo, chiunque abbia mezzo pane,
e per sedersi abbia un nido,
non è servo di nessuno né padrone di nessuno:
digli, vivi lieto, ché ha un bel mondo.
در دهر هر آن‌که نیم‌نانی دارد
از بهر نشست آشیانی دارد
نه خادم کس بود نه مخدوم کسی
گو شاد بزی که خوش‌جهانی دارد
Il contadino del destino, come noi, ha seminato e mietuto assai;
affliggersi invano non giova;
riempimi la coppa di vino e mettimela in mano presto,
ch’io beva di nuovo, ché tutto ciò che doveva essere è stato.
دهقان قضا بسی چو ما کشت و درود
غم خوردن بیهوده نمی‌دارد سود
پر کن قدح می به کفم درنه زود
تا باز خورم که بودنی‌ها همه بود
È un giorno dolce, e l’aria non è calda né fredda;
la nube lava la polvere dal volto del roseto;
l’usignolo, nella lingua del suo stato, alla rosa gialla
grida: bisogna bere vino.
روزی‌ست خوش و هوا نه گرم است و نه سرد
ابر از رخ گلزار همی‌شوید گرد
بلبل به زبان حال خود با گل زرد
فریاد همی‌کند که می باید خورد
Prima che ti portino l’assalto sul capo,
ordina che portino il vino color di rosa;
tu non sei oro, o ignaro sciocco, che te
depongano nella polvere e di nuovo ti riportino fuori.
زآن پیش که بر سرت شبیخون آرند
فرمای که تا بادهٔ گلگون آرند
تو زر نه‌ای ای غافل نادان که تو را
در خاک نهند و باز بیرون آرند
Fino a quando la tua vita passerà nell’idolatria di te stesso,
o dietro il non-essere e l’essere?
Bevi vino, ché una vita che ha la morte alle calcagna
è meglio che passi nel sonno o nell’ebbrezza.
عمرت تا کی به خودپرستی گذرد
یا در پی نیستی و هستی گذرد
می نوش که عمری که اجل در پی اوست
آن به که به خواب یا به مستی گذرد
Nessuno ha sciolto il nodo dei segreti della morte;
nessuno ha posto un passo fuori del cerchio;
io guardo, dal principiante fino al maestro:
impotenza è nella mano di chiunque sia nato da madre.
کس مشکل اسرار اجل را نگشاد
کس یک قدم از دایره بیرون ننهاد
من می‌نگرم ز مبتدی تا استاد
عجز است به دست هرکه از مادر زاد
Riduci la brama del mondo e vivi contento;
dal bene e dal male del tempo recidi il legame;
prendi il vino in mano e il riccio d’una beltà, ché presto
passerà, e non resterà, questo pugno di giorni.
کم کن طمع از جهان و می‌زی خرسند
از نیک و بد زمانه بگسل پیوند
می در کف و زلف دلبری گیر که زود
هم بگذرد و نماند این روزی چند
Sebbene la mia pena e il mio affanno abbiano lunghezza,
il tuo godere e la tua gioia hanno alterigia;
non contare su nessuno dei due, ché il girare del cielo
dietro il velo ha mille sorte di giochi.
گرچه غم و رنج من درازی دارد
عیش و طرب تو سرفرازی دارد
بر هر دو مکن تکیه که دوران فلک
در پرده هزار گونه بازی دارد
La ruota dalla terra non solleva alcun fiore
che non lo spezzi e lo rimetta nella terra;
se la nube sollevasse la polvere come solleva l’acqua,
fino al giudizio piovrebbe tutto sangue di persone care.
گردون ز زمین هیچ گلی برنارد
کش نشکند و هم به زمین نسپارد
گر ابر چو آب خاک را بردارد
تا حشر همه خون عزیزان بارد
Se un solo respiro della tua vita passa,
non lasciare che passi se non in letizia;
bada, ché il capitale della smania del mondo
è la vita: come tu la trascorri, così passa.
گر یک نفست ز زندگانی گذرد
مگذار که جز به شادمانی گذرد
هشدار که سرمایهٔ سودای جهان
عمر است چنان کش گذرانی گذرد
Dicono: ci sarà il paradiso e le houri dagli occhi belli,
là ci sarà vino, e latte, e miele;
se noi abbiamo scelto vino e amata, che paura?
Poiché alla fine la faccenda sarà proprio così.
گویند بهشت و حورعین خواهد بود
آنجا می و شیر و انگبین خواهد بود
گر ما می و معشوق گزیدیم چه باک
چون عاقبت کار چنین خواهد بود
Dicono: ci sarà il paradiso, le houri e la fonte del Kawthar,
ruscelli di vino, latte, idromele e zucchero;
riempi la coppa di vino e mettimela in mano:
un contante è più dolce di mille crediti.
گویند بهشت و حور و کوثر باشد
جوی می و شیر و شهد و شکر باشد
پر کن قدح باده و بر دستم نه
نقدی ز هزار نسیه خوش‌تر باشد
Dicono: tutti coloro che sono astinenti,
così come muoiono, così risorgeranno;
noi con vino e amata siamo sempre così,
sarà forse che al giudizio ci risveglino così.
گویند هر آن کسان که با پرهیزند
زآن‌سان که بمیرند چنان برخیزند
ما با می و معشوقه از آنیم مدام
باشد که به حشرمان چنان انگیزند
Bevi vino, ché toglie dal cuore il molto e il poco,
e porta via il pensiero delle settantadue sètte;
non astenerti da quell’alchimia da cui,
se ne bevi un sorso, mille mali porta via.
می خور که ز دل کثرت و قلت ببرد
و اندیشه هفتاد و دو ملت ببرد
پرهیز مکن ز کیمیایی که از او
یک جرعه خوری هزار علت ببرد
Ogni segreto che è nel cuore del saggio
deve restare più celato della fenice,
ché nella conchiglia, dal celarsi, diventa perla
quella goccia che è il segreto del cuore del mare.
هر راز که اندر دل دانا باشد
باید که نهفته‌تر ز عنقا باشد
کاندر صدف از نهفتگی گردد در
آن قطره که راز دل دریا باشد
Ogni mattino che il volto del tulipano prende rugiada,
e la testa della viola nel prato si piega,
in verità mi piace il bocciolo,
che raccoglie stretto il proprio lembo.
هر صبح که روی لاله شبنم گیرد
بالای بنفشه در چمن خم گیرد
انصاف مرا ز غنچه خوش می‌آید
کاو دامن خویشتن فراهم گیرد
Mai il mio cuore fu privo di sapere;
pochi segreti rimasero che non mi fossero noti;
settantadue anni ho meditato notte e giorno:
mi fu noto che nulla è noto.
هرگز دل من ز علم محروم نشد
کم ماند ز اسرار که معلوم نشد
هفتاد و دو سال فکر کردم شب و روز
معلومم شد که هیچ معلوم نشد
Il seme della speranza resta nell’aia,
e il giardino e la casa restano senza te e me;
il tuo argento e il tuo oro, dal minimo a un chicco,
godilo con l’amico, se no resta al nemico.
هم دانهٔ امید به خرمن ماند
هم باغ و سرای بی تو و من ماند
سیم و زر خویش از درمی تا به جوی
با دوست بخور گرنه به دشمن ماند
I compagni fedeli se ne sono andati tutti;
ai piedi della morte, a uno a uno, sono stati abbattuti;
bevemmo d’un solo vino nel convito della vita:
un giro o due prima di noi si ubriacarono.
یاران موافق همه از دست شدند
در پای اجل یکان یکان پست شدند
خوردیم ز یک شراب در مجلس عمر
دوری دو سه پیشتر ز ما مست شدند
Una coppa di vino vale cento cuori e fedi;
un sorso di vino vale il regno della Cina;
non c’è, sulla faccia della terra, se non il vino rubino,
un’amarezza che valga mille dolci vite.
یک جام شراب صد دل و دین ارزد
یک جرعهٔ می مملکت چین ارزد
جز بادهٔ لعل نیست در روی زمین
تلخی که هزار جان شیرین ارزد
Fu una goccia d’acqua, e col mare si fece uno;
fu un granello di polvere, e con la terra si fece uno;
il tuo venire e andare in questo mondo che cos’è?
Venne una mosca, apparve, e scomparve.
یک قطرهٔ آب بود با دریا شد
یک ذرهٔ خاک با زمین یکتا شد
آمدشدن تو اندر این عالم چیست
آمد مگسی پدید و ناپیدا شد
Se in due giorni all’uomo tocca un pane,
e da una giara rotta un attimo d’acqua fresca,
perché deve essere subalterno d’uno inferiore a sé?
O perché servire uno pari a sé?
یک نان به دو روز اگر بود حاصل مرد
از کوزه شکسته‌ای دمی آبی سرد
مأمور کم از خودی چرا باید بود
یا خدمت چون خودی چرا باید کرد
Porta quel rubino nella semplice ampolla,
e porta quel confidente, quell’amico d’ogni uomo libero;
poiché sai che la durata del mondo di polvere
è vento che presto passa, porta il vino.
آن لعل در آبگینهٔ ساده بیار
وآن محرم و مونس هر آزاده بیار
چون می‌دانی که مدت عالم خاک
باد است که زود بگذرد باده بیار
Di ciò che deve essere, o amico, perché ti curi,
e di pensieri vani perché fai malato il cuore e l’anima?
Vivi lieto e passa il mondo con gioia,
ché la decisione non la presero con te, all’inizio dell’opera.
از بودنی ای دوست چه داری تیمار
وز فکرت بیهوده دل و جان افکار
خرم بزی و جهان به شادی گذران
تدبیر نه با تو کرده‌اند اول کار
I cieli, che non aggiungono se non pena,
non pongono nulla al suo posto senza poi rapirlo;
i non ancora venuti, se sapessero ciò che noi
patiamo dal tempo, non verrebbero affatto.
افلاک که جز غم نفزایند دگر
ننهند به جا تا نربایند دگر
ناآمدگان اگر بدانند که ما
از دهر چه می‌کشیم نایند دگر
O cuore, non affliggerti per questo mondo logoro;
non sei vano — non nutrire vani affanni;
poiché ciò che fu è passato e ciò che non fu non è ancora apparso,
sii lieto, non affliggerti del fu e del non ancora.
ای دل غم این جهان فرسوده مخور
بیهوده نه‌ای غمان بیهوده مخور
چون بوده گذشت و نیست نابوده پدید
خوش باش غم بوده و نابوده مخور
O cuore, immagina tutti i beni del mondo ottenuti,
il tuo giardino di gioia adornato d’erba verde,
e poi, su quell’erba, una notte come rugiada
seduto, e all’alba levato via.
ایدل همه اسباب جهان خواسته گیر
باغ طربت به سبزه آراسته گیر
و آنگاه بر آن سبزه شبی چون شبنم
بنشسته و بامداد برخاسته گیر
Questa gente dei sepolcri è divenuta polvere e pulviscolo;
ogni granello ha preso posto lontano da ogni granello;
ah, che vino è questo, che fino al giorno del conto
sono usciti di senno e ignari d’ogni cosa?
این اهل قبور خاک گشتند و غبار
هر ذره ز هر ذره گرفتند کنار
آه این چه شراب است که تا روز شمار
بیخود شده و بی‌خبرند از همه کار
Il coccio d’una giara è meglio del regno di Jam;
il profumo della coppa è meglio del cibo di Maryam;
il sospiro dell’alba dal petto d’un ubriaco
è meglio del gemito di Bu Sa’id e di Adham.
خشت سر خم ز ملکت جم خوشتر
بوی قدح از غذای مریم خوشتر
آه سحری ز سینهٔ خماری
از نالهٔ بوسعید و ادهم خوشتر
Nel cerchio della volta celeste, d’abisso invisibile,
c’è una coppa che a tutti fanno gustare a turno;
quando il tuo turno viene, non lamentarti;
bevi vino con buon cuore, ché è un giro, non un torto.
در دایره سپهر ناپیدا غور
جامی‌ست که جمله را چشانند بدور
نوبت چو به دور تو رسد آه مکن
می نوش به خوشدلی که دور است نه جور
Ieri vidi un vasaio nel mercato
che pestava con violenza un pezzo d’argilla;
e quell’argilla, nella lingua del suo stato, gli diceva:
anch’io fui come te — trattami bene.
دی کوزه‌گری بدیدم اندر بازار
بر پاره گلی لگد همی زد بسیار
و آن گل بزبان حال با او می‌گفت
من همچو تو بوده‌ام مرا نیکودار
Di quel vino che è vita eterna, bevi;
è il capitale del piacere della gioventù, bevi;
brucia come il fuoco, ma la pena,
come l’acqua della vita, la placa: bevi.
ز آن می که حیات جاودانیست بخور
سرمایه لذت جوانی است بخور
سوزنده چو آتش است لیکن غم را
سازنده چو آب زندگانی است بخور
Se bevi vino, bevilo con i saggi,
o con un idolo dalla guancia di tulipano, ridente;
non bere troppo, non ripeterlo, non divulgarlo:
bevine poco, di quando in quando, e di nascosto.
گر باده خوری تو با خردمندان خور
یا با صنمی لاله رخی خندان خور
بسیار مخور ورد مکن فاش مساز
اندک خور و گه گاه خور و پنهان خور
È l’ora dell’alba, àlzati, o mirabile fanciullo;
riempi di vino rubino la coppa di cristallo,
ché quest’attimo in prestito, in questo angolo dell’annullamento,
molto lo cercherai e non lo troverai più.
وقت سحر است خیز ای طرفه پسر
پر بادهٔ لعل کن بلورین ساغر
کاین یکدم عاریت در این کنج فنا
بسیار بجویی و نیابی دیگر
Di tutti coloro che sono andati per questa lunga via,
chi è tornato, che ci dica il segreto?
Dunque, a questo bivio di brama e bisogno,
bada di non lasciare nulla, ché non tornerai.
از جملهٔ رفتگان این راه دراز
باز آمده کیست تا به ما گوید راز
پس بر سر این دو راههٔ آز و نیاز
تا هیچ نمانی که نمی‌آیی باز
O vecchio saggio, àlzati più presto,
e guarda attento quel fanciullo che scava la polvere;
consiglialo, digli: setaccia piano, piano —
il cervello di Kay Qobad e l’occhio di Parviz.
ای پیر خردمند پگه‌تر برخیز
و آن کودک خاکبیز را بنگر تیز
پندش ده گو که نرم نرمک می‌بیز
مغز سر کیقباد و چشم پرویز
È l’ora dell’alba, àlzati, o sorgente di grazia;
piano piano bevi vino e suona l’arpa,
ché quelli che restano non durano a lungo,
e quelli che se ne andarono nessuno torna.
وقت سحر است خیز ای مایه ناز
نرمک نرمک باده خور و چنگ نواز
کانها که بجایند نپایند بسی
و آنها که شدند کس نمیاید باز
Vidi un uccello posato sul bastione di Tus,
davanti a sé il teschio di Kay Kavus;
al teschio andava dicendo: ahimè, ahimè,
dove il suono dei campanelli, dove il gemito dei timpani?
مرغی دیدم نشسته بر باره طوس
در پیش نهاده کله کیکاووس
با کله همی گفت که افسوس افسوس
کو بانگ جرسها و کجا ناله کوس
C’è una coppa che la ragione loda,
e per amore le imprime cento baci sulla fronte;
questo vasaio del tempo una coppa così fine
la fa, e di nuovo la sbatte a terra.
جامی است که عقل آفرین میزندش
صد بوسه ز مهر بر جبین میزندش
این کوزه‌گر دهر چنین جام لطیف
می‌سازد و باز بر زمین میزندش
Khayyam, se sei ebbro di vino, sii lieto;
se siedi con una dal volto di luna, sii lieto;
poiché alla fine la faccenda del mondo è il non-essere,
immagina di non essere — poiché sei, sii lieto.
خیام اگر ز باده مستی خوش باش
با ماهرخی اگر نشستی خوش باش
چون عاقبت کار جهان نیستی است
انگار که نیستی چو هستی خوش باش
Ieri notte entrai nella bottega del vasaio;
vidi duemila giare, eloquenti e mute;
d’un tratto una giara levò un grido:
dov’è il vasaio, e chi compra la giara, e chi la vende?
در کارگه کوزه‌گری رفتم دوش
دیدم دو هزار کوزه گویا و خموش
ناگاه یکی کوزه برآورد خروش
کو کوزه‌گر و کوزه‌خر و کوزه فروش
Il tempo dell’epoca prova vergogna per colui
che siede nella pena dei giorni, il cuore stretto;
bevi vino nell’ampolla al gemito dell’arpa,
prima che l’ampolla vada a battere sulla pietra.
ایام زمانه از کسی دارد ننگ
کو در غم ایام نشیند دلتنگ
می خور تو در آبگینه با ناله چنگ
زان پیش که آبگینه آید بر سنگ
Dalla massa dell’argilla nera fino al culmine di Saturno
ho risolto tutti i problemi;
ho sciolto con astuzia i nodi difficili —
ogni nodo si è sciolto, tranne il nodo della morte.
از جرم گل سیاه تا اوج زحل
کردم همه مشکلات کلی را حل
بگشادم بندهای مشکل به حیل
هر بند گشاده شد به جز بند اجل
Con una dalla statura di cipresso, più fresca d’un covone di rose,
non lasciare dalla mano la coppa di vino e il lembo di rose,
prima che, d’improvviso, per il vento della morte
la veste della nostra vita sia come la veste della rosa.
با سرو قدی تازه‌تر از خرمن گل
از دست منه جام می و دامن گل
زان پیش که ناگه شود از باد اجل
پیراهن عمر ما چو پیراهن گل
O amico, vieni, non affliggiamoci del domani,
e contiamo come guadagno quest’unico respiro di vita;
domani, quando lasceremo questo chiostro dell’annullamento,
saremo pari a pari con quelli di settemila anni.
ای دوست بیا تا غمِ فردا نخوریم
وین یک دمِ عمر را غنیمت شمریم
فردا که ازین دیرِ فنا درگذریم
با هفت‌هزارسالگان سربه‌سریم
Questa ruota del cielo in cui siamo sbigottiti,
la sappiamo immagine di una lanterna magica;
il sole è la lampada, e il mondo la lanterna:
noi siamo come figure che vi si aggirano sbigottite.
این چرخ فلک که ما در او حیرانیم
فانوس خیال از او مثالی دانیم
خورشید چراغ دان و عالم فانوس
ما چون صوریم کاندر او حیرانیم
Àlzati dal sonno, che beviamo un po’ di vino,
prima che dal tempo beviamo un tormento;
ché questa ruota ostile d’improvviso, un giorno,
non ci darà tempo neppure di bere un sorso d’acqua.
برخیز ز خواب تا شرابی بخوریم
زان پیش که از زمانه تابی بخوریم
کاین چرخ ستیزه روی ناگه روزی
چندان ندهد زمان که آبی بخوریم
Mi alzerò e prenderò la ferma decisione del vino puro,
e tingerò il colore del mio volto del colore del giuggiolo;
a questa ragione impicciona getterò un pugno di vino
sul viso, così che nel sonno la faccia cadere.
برخیزم و عزم باده ناب کنم
رنگ رخ خود به رنگ عناب کنم
این عقل فضول پیشه را مشتی می
بر روی زنم چنانکه در خواب کنم
Sul giaciglio della polvere vedo i dormienti,
sotto terra vedo i celati;
per quanto guardo nel deserto del non-essere,
vedo i non ancora venuti e gli andati.
بر مفرش خاک خفتگان می‌بینم
در زیرزمین نهفتگان می‌بینم
چندانکه به صحرای عدم مینگرم
ناآمدگان و رفتگان می‌بینم
Fino a quando saremo prigionieri della ragione ogni giorno?
Nel tempo, che siamo di cent’anni o d’un giorno?
Versa nella ciotola il vino, prima che noi
nella bottega dei vasai diventiamo giare.
تا چند اسیر عقل هر روزه شویم
در دهر چه صد ساله چه یکروزه شویم
در ده تو بکاسه می از آن پیش که ما
در کارگه کوزه‌گران کوزه شویم
Poiché la nostra dimora in questo tempo non è stabile,
allora, senza vino e amata, è un errore grande;
fino a quando, dell’eterno e del creato, la speranza e il timore?
Quando io me ne sarò andato, che al mondo sia creato o eterno.
چون نیست مقام ما در این دهر مقیم
پس بی می و معشوق خطائیست عظیم
تا کی ز قدیم و محدث امیدم و بیم
چون من رفتم جهان چه محدث چه قدیم
Non posso nascondere il sole con l’argilla,
e non posso dire i segreti del tempo;
dal mare del mio meditare la ragione ha tratto
una perla che, per timore, non posso forare.
خورشید به گل نهفت می‌نتوانم
و اسرار زمانه گفت می‌نتوانم
از بحر تفکرم برآورد خرد
دری که ز بیم سفت می‌نتوانم
Il nemico per errore disse che io sono filosofo;
Dio sa che non sono ciò che egli ha detto;
ma poiché in questa pena son venuto a fare il nido,
almeno che io sappia chi sono.
دشمن به غلط گفت که من فلسفیم
ایزد داند که آنچه او گفت نیم
لیکن چو در این غم آشیان آمده‌ام
آخر کم از آنکه من بدانم که کیم
Noi siamo l’origine della gioia e la miniera della pena;
il capitale della giustizia e la natura dell’iniquità;
siamo bassi e alti, siamo perfezione e mancanza,
lo specchio arrugginito e la coppa di Jam.
مائیم که اصل شادی و کان غمیم
سرمایهٔ دادیم و نهاد ستمیم
پستیم و بلندیم و کمالیم و کمیم
آئینهٔ زنگ خورده و جام جمیم
Io non bevo vino per povertà,
né per la pena della vergogna e dell’ebbrezza;
io bevevo vino per la letizia del cuore;
ora che tu ti sei posata sul mio cuore, non bevo.
من می نه ز بهر تنگدستی نخورم
یا از غم رسوایی و مستی نخورم
من می ز برای خوشدلی میخوردم
اکنون که تو بر دلم نشستی نخورم
Io non so vivere senza vino puro;
senza vino non so reggere il peso del corpo;
io sono schiavo di quell’attimo in cui il saki dice
«prendi un’altra coppa» — e io non posso più.
من بی می ناب زیستن نتوانم
بی باده کشید بارتن نتوانم
من بنده آن دمم که ساقی گوید
یک جام دگر بگیر و من نتوانم
Ogni tanto ne sorge uno che grida: sono io!
Viene con l’agiatezza, con l’argento e l’oro: sono io!
Quando la sua piccola faccenda un giorno prende ordine,
d’improvviso la morte sorge dall’agguato: sono io!
هر یک چندی یکی برآید که منم
با نعمت و با سیم و زر آید که منم
چون کارک او نظام گیرد روزی
ناگه اجل از کمین برآید که منم
Per un po’ fummo scolari da fanciulli,
per un po’ fummo lieti di noi stessi da maestri;
ascolta la fine del discorso: ciò che ci toccò —
dalla polvere venimmo, e al vento andammo.
یک چند به کودکی باستاد شدیم
یک چند به استادی خود شاد شدیم
پایان سخن شنو که ما را چه رسید
از خاک در آمدیم و بر باد شدیم
Non un giorno sono libero dal laccio del mondo;
non un solo respiro sono lieto della mia esistenza;
molto ho fatto l’apprendista del tempo,
ma nella faccenda del mondo non sono ancora maestro.
یک روز ز بند عالم آزاد نیم
یک دمزدن از وجود خود شاد نیم
شاگردی روزگار کردم بسیار
در کار جهان هنوز استاد نیم
Di ieri, che è passato, non far più memoria;
del domani, che non è venuto, non far lamento;
sul non ancora venuto e sul passato non fondare;
sii lieto per ora e non gettare la vita al vento.
از دی که گذشت هیچ ازو یاد مکن
فردا که نیامده ست فریاد مکن
برنامده و گذشته بنیاد مکن
حالی خوش باش و عمر بر باد مکن
O occhio, se non sei cieco, guarda la tomba,
e guarda questo mondo pieno di torbidi e tumulti;
i re, i grandi e i signori sono sotto l’argilla —
guarda i volti come luna in bocca alle formiche.
ای دیده اگر کور نئی گور ببین
وین عالم پر فتنه و پر شور ببین
شاهان و سران و سروران زیر گلند
روهای چو مه در دهن مور ببین
Àlzati e non affliggerti del mondo che passa;
siedi e trascorri un attimo in letizia;
se nella natura del mondo ci fosse fedeltà,
il turno non sarebbe mai venuto a te dagli altri.
برخیز و مخور غم جهان گذران
بنشین و دمی به شادمانی گذران
در طبع جهان اگر وفایی بودی
نوبت بتو خود نیامدی از دگران
Poiché il raccolto dell’uomo in questa terra salmastra
non è che ingoiare pena finché non strappa l’anima,
lieto il cuore di chi da questo mondo se ne andò presto,
e tranquillo chi al mondo non venne affatto.
چون حاصل آدمی در این شورستان
جز خوردن غصه نیست تا کندن جان
خرم دل آنکه زین جهان زود برفت
و آسوده کسی که خود نیامد به جهان
Me ne andai, ché in questa dimora restare è ingiusto;
in mano non resterà se non vento;
di quello deve essere lieto della mia morte
chi può liberarsi dalla mano della morte.
رفتم که در این منزل بیداد بدن
در دست نخواهد به جز از باد بدن
آن را باید به مرگ من شاد بدن
کز دست اجل تواند آزاد بدن
Vidi un libertino seduto sulla groppa della terra:
né miscredenza, né islam, né mondo, né fede;
né verità, né realtà, né legge, né certezza —
nei due mondi, chi ha il fegato di far questo?
رندی دیدم نشسته بر خنگ زمین
نه کفر و نه اسلام و نه دنیا و نه دین
نه حق نه حقیقت نه شریعت نه یقین
اندر دو جهان کرا بود زهره این
Esser pago d’un osso come l’avvoltoio
è meglio che vivere parassita alla mensa d’un vile;
in verità, col tuo pane d’orzo, è meglio
che esser lordo e mescolato con ogni feccia.
قانع به یک استخوان چو کرکس بودن
به ز آن که طفیل خوان ناکس بودن
با نان جوین خویش حقا که به است
کالوده و پالوده هر خس بودن
Una gente medita sulla via della fede,
una gente cade nel dubbio sulla via della certezza;
temo che un giorno venga un grido:
o ignari, la via non è né quella né questa.
قومی متفکرند اندر ره دین
قومی به گمان فتاده در راه یقین
میترسم از آن که بانگ آید روزی
کای بیخبران راه نه آنست و نه این
C’è un toro in cielo, e il suo nome è Parvin;
un altro toro è celato sotto la terra;
apri l’occhio della ragione, con vera certezza:
sotto e sopra, tra i due tori, vedi un pugno d’asini.
گاویست در آسمان و نامش پروین
یک گاو دگر نهفته در زیر زمین
چشم خردت باز کن از روی یقین
زیر و زبر دو گاو مشتی خر بین
Se sul cielo avessi mano come il Signore,
toglierei di mezzo questo cielo,
e di nuovo un altro cielo ne farei, tale
che l’uomo libero raggiungesse facilmente il desiderio del cuore.
گر بر فلکم دست بدی چون یزدان
برداشتمی من این فلک را ز میان
از نو فلکی دگر چنان ساختمی
کازاده بکام دل رسیدی آسان
Non ascoltare parola da chi il tempo ha reso compiaciuto;
chiedi vino limpido, per i galanti venuti;
se ne andarono, a uno a uno, quelli che vennero prima;
nessuno dà notizia dei ritornati.
مشنو سخن از زمانه ساز آمدگان
می خواه مروق به طراز آمدگان
رفتند یکان یکان فراز آمدگان
کس می ندهد نشان ز بازآمدگان
Bere vino e aggirarsi tra i bei volti
è meglio che praticare l’ipocrisia dell’asceta;
se l’amante e l’ubriaco saranno dannati,
allora il volto del paradiso nessuno lo vedrà.
می خوردن و گرد نیکوان گردیدن
به زانکه بزرق زاهدی ورزیدن
گر عاشق و مست دوزخی خواهد بود
پس روی بهشت کس نخواهد دیدن
Non si deve logorare di pena il cuore lieto,
né consumare il proprio momento dolce sulla pietra del tormento;
nessuno conosce l’occulto — che cosa sarà?
Ci vuole vino, e amata, e riposo a piacere.
نتوان دل شاد را به غم فرسودن
وقت خوش خود بسنگ محنت سودن
کس غیب چه داند که چه خواهد بودن
می باید و معشوق و به کام آسودن
Quel palazzo che urtava spalla a spalla col cielo,
alla cui soglia i re posavano il volto,
vidi che sul suo merlo una tortora
sedeva e diceva: cu-cu, cu-cu.
آن قصر که با چرخ همیزد پهلو
بر درگه آن شهان نهادندی رو
دیدیم که بر کنگره‌اش فاخته‌ای
بنشسته همی گفت که کوکوکوکو
Dal nostro venire e andare quale guadagno?
E dall’ordito della speranza della vita quale trama?
Tanti capi e piedi delle belle del mondo
bruciano e si fanno polvere — dov’è il fumo?
از آمدن و رفتن ما سودی کو
وز تار امید عمر ما پودی کو
چندین سروپای نازنینان جهان
می‌سوزد و خاک می‌شود دودی کو
Quando dal corpo se n’è andata la nostra pura anima, mia e tua,
pongono due mattoni sulla fossa mia e tua;
e poi, per i mattoni della tomba d’altri,
in uno stampo verseranno la polvere mia e tua.
از تن چو برفت جان پاک من و تو
خشتی دو نهند بر مغاک من و تو
و آنگاه برای خشت گور دگران
در کالبدی کشند خاک من و تو
Bevi vino, ché il cielo, per l’annientamento mio e tuo,
ha di mira la pura anima mia e tua;
siedi sull’erba e bevi vino chiaro,
ché quest’erba spunterà a lungo dalla polvere mia e tua.
می‌خور که فلک بهر هلاک من و تو
قصدی دارد بجان پاک من و تو
در سبزه نشین و می روشن میخور
کاین سبزه بسی دمد ز خاک من و تو
Di tutto ciò che non è vino, la scarsezza è meglio;
e il vino, meglio dalla mano delle belle della tenda;
ebbrezza, calandaría e smarrimento sono meglio;
un sorso di vino, dalla luna al pesce, è meglio.
از هر چه بجز می است کوتاهی به
می هم ز کف بتان خرگاهی به
مستی و قلندری و گمراهی به
یک جرعه می ز ماه تا ماهی به
Guarda: dallo zefiro il lembo della rosa si è squarciato;
l’usignolo dalla bellezza della rosa si è fatto gioioso;
siedi all’ombra della rosa, ché a lungo questa rosa
cadrà nella polvere, e noi saremo polvere.
بنگر ز صبا دامن گل چاک شده
بلبل ز جمال گل طربناک شده
در سایه گل نشین که بسیار این گل
در خاک فرو ریزد و ما خاک شده
Fino a quando patirò la pena d’aver o no,
e se passerò o no questa vita in letizia?
Riempi la coppa di vino, ché non mi è noto
se questo respiro che tiro dentro, lo rimanderò fuori o no.
تا کی غم آن خورم که دارم یا نه
وین عمر به خوشدلی گذارم یا نه
پرکن قدح باده که معلومم نیست
کاین دم که فرو برم برآرم یا نه
Un sorso di vino vecchio è meglio d’un regno nuovo;
e uscir di via da tutto ciò che non è vino è meglio;
in mano, cento volte meglio del trono di Feridun,
è il coccio d’una giara, meglio del regno di Kay Khosrow.
یک جرعه می کهن ز ملکی نو به
وز هرچه نه می طریق بیرون شو به
در دست به از تخت فریدون صد بار
خشت سر خم ز ملک کیخسرو به
Quel tanto del mondo che mangi o indossi,
sei scusato se lo cerchi con affanno;
il resto non vale nulla, gratis — bada
di non vendere per esso la vita preziosa.
آن مایه ز دنیا که خوری یا پوشی
معذوری اگر در طلبش میکوشی
باقی همه رایگان نیرزد هشدار
تا عمر گرانبها بدان نفروشی
Dal venire della primavera e dall’andare dell’inverno,
le pagine della nostra esistenza si vanno ripiegando;
bevi vino! non ingoiare tristezza, ché comandò il sapiente:
le pene del mondo sono veleno, e il vino il suo antidoto.
از آمدن بهار و از رفتن دی
اوراق وجود ما همی گردد طی
می خور! مخور اندوه که فرمود حکیم
غمهای جهان چو زهر و تریاقش می
Una volta comprai una giara da un vasaio;
quella giara parlò d’ogni segreto:
fui un re che aveva la coppa d’oro,
ora sono divenuto giara d’ogni ubriaco.
از کوزه‌گری کوزه خریدم باری
آن کوزه سخن گفت ز هر اسراری
شاهی بودم که جام زرینم بود
اکنون شده‌ام کوزه هر خماری
O tu che sei il frutto del quattro e del sette,
e per il sette e il quattro sei sempre in tormento:
bevi vino, ché mille volte te l’ho detto —
il tuo tornare non c’è: quando sei andato, sei andato.
ای آنکه نتیجهٔ چهار و هفتی
وز هفت و چهار دایم اندر تفتی
می خور که هزار بار بیشت گفتم
باز آمدنت نیست چو رفتی رفتی
O cuore, ai segreti dell’enigma non giungerai;
alla finezza degli scaltri saggi non giungerai;
qui, col vino rubino, fatti un paradiso,
ché là, dov’è il paradiso, giunga o non giunga.
ایدل تو به اسرار معما نرسی
در نکته زیرکان دانا نرسی
اینجا به می لعل بهشتی می ساز
کانجا که بهشت است رسی یا نرسی
O amico, ascolta da me una parola vera:
sta’ col vino rubino e con un corpo d’argento;
Colui che fece il mondo è libero da preoccupazione
per i baffi d’uno come te e la barba d’uno come me.
ای دوست حقیقت شنواز من سخنی
با باده لعل باش و با سیم تنی
کانکس که جهان کرد فراغت دارد
از سبلت چون تویی و ریش چو منی
Ah, se ci fosse un luogo di riposo,
o a questa lunga via ci fosse un arrivo;
ah, se dopo centomila anni, dal cuore della polvere,
come l’erba, ci fosse speranza di rispuntare.
ای کاش که جای آرمیدن بودی
یا این ره دور را رسیدن بودی
کاش از پی صد هزار سال از دل خاک
چون سبزه امید بر دمیدن بودی
Ieri notte sbattei sulla pietra la brocca di Kashan;
ero ebbro quando feci questa stravaganza;
nella lingua del suo stato la brocca mi diceva:
io fui come te, e tu pure sarai come me.
بر سنگ زدم دوش سبوی کاشی
سرمست بدم که کردم این عیاشی
با من به زبان حال می‌گفت سبو
من چون تو بدم تو نیز چون من باشی
Se sul ramo della speranza avessi trovato un frutto,
avrei anche trovato un capo al mio filo;
fino a quando, dall’angustia della prigione dell’esistenza?
Ah, se verso il non-essere avessi trovato una porta.
بر شاخ امید اگر بری یافتمی
هم رشته خویش را سری یافتمی
تا چند ز تنگنای زندان وجود
ای کاش سوی عدم دری یافتمی
Prendi la coppa e la brocca, o tu che allieti il cuore;
siedi tranquillo presso il campo e l’orlo del ruscello,
ché molte persone care la ruota di malumore
cento volte fece coppa e cento volte brocca.
بر گیر پیاله و سبو ای دلجوی
فارغ بنشین بکشتزار و لب جوی
بس شخص عزیز را که چرخ بدخوی
صد بار پیاله کرد و صد بار سبوی
Vidi un vecchio nella casa dell’oste del vino;
gli dissi: non dai notizia di quelli che se ne andarono?
Disse: bevi vino, ché come noi molti
se ne andarono, e notizia non tornò mai.
پیری دیدم به خانهٔ خماری
گفتم نکنی ز رفتگان اخباری
گفتا می خور که همچو ما بسیاری
رفتند و خبر باز نیامد باری
Fino a quando il discorso del cinque e del quattro, o saki?
Difficile, che sia uno o centomila, o saki?
Siamo tutti polvere — accorda l’arpa, o saki;
siamo tutti vento — porta il vino, o saki.
تا چند حدیث پنج و چار ای ساقی
مشکل چه یکی چه صد هزار ای ساقی
خاکیم همه چنگ بساز ای ساقی
بادیم همه باده بیار ای ساقی
Per quanto guardo in ogni direzione,
nel giardino scorre un ruscello dal Kawthar;
la piana è come il paradiso — non parlar da meno del Kawthar;
siedi in paradiso, con una dal volto di paradiso.
چندان که نگاه می‌کنم هر سویی
در باغ روان است ز کوثر جویی
صحرا چو بهشت است ز کوثر کم گوی
بنشین به بهشت با بهشتی رویی
Sii lieto, ché ieri han cotto la tua smania;
ieri si son sciolti dal tuo desiderio;
che dirti? ieri, per tua richiesta,
han fissato l’ordine della tua faccenda di domani.
خوش باش که پخته‌اند سودای تو دی
فارغ شده‌اند از تمنای تو دی
قصه چه کنم که به تقاضای تو دی
دادند قرار کار فردای تو دی
Nella bottega del vasaio volsi il pensiero;
al piede della ruota vidi il maestro in piedi;
faceva ardito, alla giara, il manico e la testa
dal teschio d’un re e dalla mano d’un mendico.
در کارگه کوزه‌گری کردم رای
در پایه چرخ دیدم استاد بپای
میکرد دلیر کوزه را دسته و سر
از کله پادشاه و از دست گدای
All’orecchio del mio cuore il cielo disse in segreto:
il decreto che è destino, lo sai da me?
se nel mio girare io avessi mano,
mi libererei io stesso dallo smarrimento.
در گوش دلم گفت فلک پنهانی
حکمی که قضا بود ز من میدانی
در گردش خویش اگر مرا دست بدی
خود را برهاندمی ز سرگردانی
Di quella giara di vino in cui non c’è alcun danno,
riempi una coppa, bevi, dammene un’altra,
prima, o idolo, che in qualche crocevia
della polvere mia e tua il vasaio faccia una giara.
زان کوزهٔ می که نیست در وی ضرری
پر کن قدحی بخور بمن ده دگری
زان پیشتر ای صنم که در رهگذری
خاک من و تو کوزه‌کند کوزه‌گری
Se il mio venire fosse stato a me, non sarei venuto;
e se anche l’andare fosse a me, quando me ne andrei?
Meglio sarebbe stato che in questo chiostro in rovina
né fossi venuto, né andassi, né fossi.
گر آمدنم بخود بدی نامدمی
ور نیز شدن بمن بدی کی شدمی
به زان نبدی که اندر این دیر خراب
نه آمدمی نه شدمی نه بدمی
Se tocca un pane di midollo di grano,
e di vino due misure, e la coscia d’un agnello,
con una dalla guancia di tulipano e un angolo di giardino,
è un piacere che non è nella portata d’ogni sultano.
گر دست دهد ز مغز گندم نانی
وز می دو منی ز گوسفندی رانی
با لاله رخی و گوشه بستانی
عیشی بود آن نه حد هر سلطانی
Se la faccenda del cielo fosse pesata con giustizia,
tutte le sorti del cielo sarebbero gradite;
e se ci fosse giustizia nelle faccende della volta,
quando mai l’animo dei valenti sarebbe afflitto?
گر کار فلک به عدل سنجیده بدی
احوال فلک جمله پسندیده بدی
ور عدل بدی بکارها در گردون
کی خاطر اهل فضل رنجیده بدی
Ehi, vasaio, sta’ in piedi, se hai senno,
fino a quando strapazzerai l’argilla della gente?
Il dito di Feridun e il palmo di Kay Khosrow
hai posto sulla ruota — che cosa credi?
هان کوزه‌گرا بپای اگر هشیاری
تا چند کنی بر گل مردم خواری
انگشت فریدون و کف کیخسرو
بر چرخ نهاده‌ای چه می‌پنداری
All’ora dell’alba, o idolo dal piede felice,
intona una canzone e porgi il vino,
ché ha gettato nella polvere centomila Jam e Kay
questo venire del mese di Tir e andare di Dey.
هنگام صبوح ای صنم فرخ پی
برساز ترانه‌ای و پیش‌آور می
کافکند بخاک صد هزاران جم و کی
این آمدن تیرمه و رفتن دی

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Le rubaiyat di Omar Khayyam

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